Lo chef Simone Breda e Liana Genini hanno dato vita al loro ristorante, il Sedicesimo Secolo a Orzinuovi, un locale dove in cucina regna la creatività

Ogni giorno si devono compiere delle scelte, da quelle banali, come il colore delle calze, a quelle più esistenziali, che possono cambiare la vita. Aprire o non aprire un ristorate tutto mio, anzi tutto nostro? Questo pensiero deve aver attraversato la testa di Simone Breda e di Liana Genini chissà quante volte. Alla fine hanno detto: «Sì, apriamolo. Diamo forma al sogno». Un incontro tra i banchi di scuola è diventato un percorso di vita insieme, nella passione e nella professione. Il Sedicesimo Secolo ha preso forma, prima nei loro cuori, poi nella realtà a Orzinuovi (Bs).

Simone veste i panni dello chef, mentre Liana prende possesso della sala. Insieme sono una coppia che sta lasciando la propria impronta nella gastronomia di questo territorio. Un’area che si trova nel cuore del Parco Sud dell’Oglio, una terra con delle tradizioni gastronomiche ben radicate, ma che qui vengono stravolte e cambiate dall’estro creativo di Simone.

Il locale è lontano dalla città, circondato dalla campagna bresciana. Si trova esattamente a Pudiano, frazione di Orzinuovi, in un palazzo del XVI Secolo che già ospitava un ristorante. Il locale precedente, la cui clientela amava le grigliate di carne infinite, è ormai un lontano ricordo, nonostante il ristorante di Simone e Liana sia aperto da poco più di un anno. Chi amava l’opulenza grassa, senza armonia della carne è andato via, sostituito da una clientela che ama scoprire il gusto degli abbinamenti inconsueti e della semplicità.

Simone, dopo aver terminato gli studi all’Alberghiero di San Pellegrino Terme, ha iniziato a girare il mondo e a frequentare le cucine di molti grandi chef: tra i suoi maestri si incontrano Gualtiero Marchesi e Moreno Cedroni. Quest’ultimo lo spinge a liberarsi della zavorra culturale che ognuno di noi ha e a lasciar libere la fantasia e la creatività. Simone è pronto a spiccare il volo verso una cucina diversa, più sofisticata. Passa cinque anni in Svizzera, sempre assieme a Liana, nei ristoranti, anche stellati, di due lussuosi alberghi, arrivando a gestire brigate anche di 22 chef.

È pronto, anzi sono pronti, perché la storia di Simone è anche quella di Liana, per l’avventura al Sedicesimo Secolo. Qui la sua visione della cucina prende forma, non più vincolata dalle esigenze di soddisfare gli ospiti degli alberghi elvetici, ma libera di comporre il suo personale matrimonio tra innovazione e tradizione. Gli equilibri sono giocati in modo raffinato sui contrasti e sulle consistenze, e ogni piatto è accompagnato dal consiglio di Liana sul miglior vino da abbinare. Oggi la cantina è composta da 100 etichette, tutte selezionate e particolari, ma l’obiettivo è ampliarle nel tempo.

Abbiamo avuto il piacere di provare la cucina di Simone e di apprezzare la discreta presenza in sala di Liana. Un assaggio di quello che può fare e vuole fare, un viaggio tra i sapori che lo ispirano: Lingua di vitello, lattuga, ponzu e nocciole; Foie gras, rabarbaro sherry e ginepro; Risotto, capperi, limone e succo d’arrosto vegetale; Rombo, asparagi, levistico, limone ai carboni; Fragola, balsamico e basilico.

Come detto i piatti sono stati creati giocando su diverse consistenze, sui contrasti. La tradizione, la lingua di vitello, il foie gras, che incontra l’innovazione, la cottura a bassa temperatura, il ponzu e il rabarbaro. Un gioco, perché per Simone la cucina deve essere divertimento. Meglio pochi sapori, ma abbinati in modo perfetto. Un menu che segue il ritmo delle stagioni, adattandosi alla qualità delle materie prime. L’ingrediente preferito da Simone è il riso, tanto che in carta ha sempre almeno un paio di ricette. I piatti proposti sono equamente suddivisi tra pesce e carne.

Pane, grissini, piccola pasticceria e pasta fresca sono prodotti da loro. Perché Simone e Liana vogliono avere il totale controllo di quello che viene portato in tavola. In ogni piatto c’è sempre dentro un pizzico del loro sogno.

Fonte articolo: http://www.de-gustare.it/sedicesimo-secolo-ristorante-simone-liana-realta/